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Soffri di ansia o attacchi di panico a Roma? Il Dr. Colanicchia offre psicoterapia personalizzata in studio e online. Primo colloquio orientativo disponibile.

Psicoterapeuta per ansia e attacchi di panico a Roma: come funziona il percorso

  • Antonio Colanicchia
  • Aprile 28, 2026
  • 3:50 pm
  • No Comments

Categoria: Psicoterapia  |  Autore: Dr. Antonio Colanicchia  |  Tempo di lettura: 6 minuti

Se sei qui probabilmente conosci già quella sensazione: il cuore che accelera senza preavviso, il respiro che si accorcia, la certezza — per qualche istante — che stia succedendo qualcosa di grave. Oppure quella forma più silenziosa, meno drammatica ma altrettanto logorante: la preoccupazione costante, il corpo sempre teso, la mente che anticipa scenari che non si realizzeranno mai.

In questo testo spiego come funziona il percorso psicoterapeutico per l’ansia nel mio studio a Roma — a partire dai dati, senza promesse irrealistiche, con la concretezza che questo tipo di lavoro merita.

Quanto sono diffusi ansia e attacchi di panico in Italia

L’ansia non è un capriccio né una debolezza. È uno dei problemi di salute mentale più diffusi nella popolazione adulta, e i dati italiani lo confermano.

Secondo i dati ISTAT, il 7% della popolazione italiana oltre i 14 anni — circa 3,7 milioni di persone — ha sofferto di disturbi ansioso-depressivi nell’arco di un anno (ISTAT, Rapporto sulla salute mentale, 2018). Il progetto europeo ESEMeD stima che circa due milioni e mezzo di adulti italiani abbiano presentato un disturbo d’ansia nell’ultimo anno.

Per quanto riguarda gli attacchi di panico nello specifico: secondo Humanitas, l’1,5-3,5% della popolazione adulta soddisfa i criteri per un disturbo di panico clinicamente significativo — ma il 14% ha sperimentato almeno un attacco di panico nella vita, anche senza arrivare a una diagnosi formale (Humanitas, 2024).

Il dato forse più importante è questo: solo una minoranza di chi soffre di questi disturbi chiede aiuto. Secondo il Mind Health Report 2024 (Axa-Ipsos), solo il 32% di chi ha un disturbo psicoemotivo intraprende un percorso di cura. Gli altri aspettano — spesso anni — che le cose migliorino da sole.

Ansia generalizzata e attacchi di panico: due quadri diversi

Prima di parlare del percorso terapeutico, è utile distinguere due esperienze che spesso vengono confuse tra loro — anche da chi le vive.

Ansia generalizzata Preoccupazione persistente e difficile da controllare. Riguarda più aree della vita contemporaneamente. Tensione muscolare, insonnia, irritabilità cronica. La mente non si ferma mai — anche quando non c’è nulla di urgente. Sensazione di non riuscire a ‘staccare’Disturbo di panico Crisi acute, improvvise, intense — durano 5-20 minuti. Sintomi fisici forti: tachicardia, mancanza d’aria, tremore. Paura intensa di perdere il controllo o di stare morendo. Spesso si sviluppa evitamento dei luoghi o situazioni. Può portare progressivamente ad agorafobia

Nella pratica clinica questi quadri si sovrappongono frequentemente: molte persone con disturbo di panico sviluppano un’ansia anticipatoria cronica tra un attacco e l’altro. Il percorso terapeutico tiene conto di entrambe le dimensioni.

Perché l’attacco di panico fa così paura — e cosa sta succedendo davvero

Uno dei momenti più utili del lavoro psicoterapeutico sull’ansia è la comprensione di cosa accade nel corpo e nella mente durante un attacco di panico. Non perché capire sia sufficiente — ma perché la paura dell’attacco è spesso peggiore dell’attacco stesso, e si alimenta dell’ignoranza su cosa stia succedendo.

Quello che succede durante un attacco di panico:

  1. Il cervello percepisce un segnale di pericolo — reale o immaginato — e attiva la risposta di allarme del sistema nervoso autonomo.
  2. Adrenalina e cortisolo vengono rilasciati in pochi secondi: il cuore accelera, il respiro diventa superficiale, i muscoli si tendono.
  3. La persona interpreta questi sintomi fisici come segnali di un pericolo grave (infarto, perdita di coscienza, morte imminente).
  4. Questa interpretazione catastrofica amplifica ulteriormente l’allarme — il sistema va in circolo chiuso.
  5. Il corpo raggiunge un picco di attivazione — e poi, inevitabilmente, inizia a calmarsi da solo. L’attacco finisce.

Un attacco di panico non è pericoloso per la vita. Lo è la trappola che si costruisce intorno: la paura di avere altri attacchi, l’evitamento progressivo dei luoghi in cui è successo, la restrizione della vita quotidiana. È lì che il disturbo si consolida. Ed è lì che la psicoterapia interviene.

Come funziona la psicoterapia per l’ansia: il percorso nel mio studio a Roma

Non esiste un protocollo unico per l’ansia. Ogni persona porta una storia diversa, un modo diverso di vivere la preoccupazione, un livello diverso di compromissione nella vita quotidiana. Per questo il percorso è sempre costruito a partire dalla valutazione iniziale.

Le fasi del percorso psicoterapeutico Valutazione iniziale (1-2 sedute): comprensione del quadro clinico, della storia personale e delle modalità con cui l’ansia si manifesta. Si distingue tra ansia generalizzata, disturbo di panico, ansia sociale o altre forme. Si stabiliscono gli obiettivi del lavoro. Psicoeducazione: capire cosa succede nel corpo e nella mente durante l’ansia è il primo strumento terapeutico. Molte persone sperimentano già un primo sollievo semplicemente nominando con precisione quello che vivono. Lavoro sulle credenze e sui pattern di pensiero: l’ansia si alimenta di interpretazioni — del pericolo, di sé stessi, degli altri. Il percorso esplora queste strutture e lavora per modificarle. Gestione dell’evitamento: l’evitamento è il meccanismo che mantiene vivo il disturbo. Attraverso un lavoro graduale e rispettoso dei tempi, si aiuta la persona a riacquistare la libertà di movimento. Lavoro sulle cause sottostanti: quando l’ansia ha radici in esperienze precoci, in traumi relazionali o in conflitti non elaborati, questa fase entra nella profondità del problema. Consolidamento: costruire una relazione diversa con l’incertezza — non l’assenza di ansia, ma la capacità di abitarla senza esserne governati.

Durata indicativa: tra le 12 e le 25 sedute per un disturbo d’ansia di media entità, con cadenza settimanale. Il disturbo di panico con agorafobia può richiedere percorsi più lunghi. La maggior parte delle persone riporta un cambiamento percepibile entro le prime 6-8 sedute.

Farmaci e psicoterapia: quando si integrano

Una domanda frequente nel primo colloquio è: ‘Avrò bisogno di farmaci?’. La risposta è: dipende dal quadro clinico, e non spetta solo a me decidere.

La psicoterapia è indicata come trattamento primario per l’ansia e il disturbo di panico nella maggioranza dei casi, in particolare per i quadri di intensità lieve-moderata e nei soggetti più giovani. Quando i sintomi sono molto intensi o debilitanti, un supporto farmacologico nelle prime fasi del percorso può ridurre l’attivazione e rendere il lavoro terapeutico più accessibile.

Quando la farmacoterapia può affiancarsi alla psicoterapia Sintomi molto intensi che impediscono di funzionare nella quotidianità. Insonnia grave che compromette la capacità di elaborazione. Attacchi di panico molto frequenti e debilitanti. Richiesta esplicita del paziente dopo adeguata informazione In questi casi lavoro in coordinamento con il medico di base o con uno psichiatra di fiducia. La decisione viene sempre presa insieme.

Una precisazione importante: i farmaci ansiolitici (benzodiazepine) danno sollievo rapido ma non risolvono il problema alla radice — e creano dipendenza fisica se usati continuativamente. Il loro uso va sempre valutato e monitorato da un medico.

Psicoterapia online o in studio a Roma: cosa cambia

Nel mio studio a Roma ricevo in presenza. Offro anche la possibilità di sedute in videocall per chi vive fuori città, per chi ha impegni lavorativi che rendono difficile spostarsi, o per chi preferisce iniziare in un formato più protetto.

Sedute in studio a Roma Ambiente fisico dedicato e riservato. Possibilità di lavorare sulla dimensione corporea dell’ansia. Per chi sente l’importanza della presenza fisica. Indicato per quadri complessi o con forte componente somaticaSedute online (videocall) Flessibilità di orario e luogo. Efficaci quanto le sedute in presenza per molti quadri ansiosi. Adatte per chi ha già iniziato un percorso in studio. Possibilità di formato ibrido: alcune sedute in studio, altre online

Per il disturbo di panico con agorafobia, le sedute in presenza offrono vantaggi specifici: consentono di lavorare gradualmente sull’esposizione agli spazi e alle situazioni temute. In questo caso, quando possibile, la presenza è preferibile.

Le domande che mi arrivano più spesso

«Ho già provato a fare psicoterapia e non ha funzionato. Ha senso riprovare?»

Sì, ha senso — ma vale la pena capire perché il percorso precedente non ha prodotto risultati. A volte il problema è l’approccio; a volte il momento di vita in cui si è iniziato; a volte la relazione con il terapeuta non era quella giusta. Nel primo colloquio esploriamo insieme questa storia, senza partire da zero come se non ci fosse.

«Ho paura di parlare di certe cose. Sarò costretto a farlo?»

No. Il ritmo è tuo. La psicoterapia non è un interrogatorio — è un’esplorazione che si costruisce sulla fiducia, e la fiducia si costruisce nel tempo. Non c’è nulla che debba essere detto prima di essere pronto a dirlo.

«L’ansia che ho potrebbe dipendere da qualcosa di fisico?»

Alcune condizioni mediche (problemi tiroidei, aritmie, ipoglicemia) possono produrre sintomi simili all’ansia. Se non hai ancora escluso cause organiche, una visita medica di base prima o all’inizio del percorso è utile — e in alcuni casi la richiedo come parte della valutazione iniziale.

«Anche l’ansia legata alla sessualità si tratta qui?»

Sì. Nel mio studio tratto anche le forme di ansia che si manifestano nella dimensione sessuale: ansia da prestazione, blocchi sessuali con il partner, evitamento dell’intimità per paura. La sessualità e la salute psicologica non sono compartimenti separati — e nel mio lavoro le tratto come un sistema integrato.

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  • 7 segnali che è il momento di chiedere aiuto a uno psicoterapeuta — Se non sei ancora sicuro di aver bisogno di un percorso, questo articolo ti aiuta a capirlo.

Conclusione: l’ansia non è una condanna

L’ansia cronica e gli attacchi di panico sono tra le condizioni più trattabili che incontro nel lavoro clinico. Non lo dico per rassicurare a buon mercato: lo dicono i dati della letteratura e lo confermano le persone che nel tempo hanno fatto questo percorso.

Quello che rende difficile uscirne non è la complessità del disturbo — è l’isolamento in cui lo si vive, la vergogna nel nominarla, l’aspettativa che debba passare da sola. Il paradosso è che aspettare consolida i meccanismi che mantengono l’ansia in vita: l’evitamento, la preoccupazione anticipatoria, la progressiva restrizione della libertà.

Il primo passo non è decidere di ‘guarire’. È decidere di capire cosa sta succedendo — e farlo con qualcuno che sa ascoltarlo senza giudicare.

Fai il primo passo Se stai affrontando ansia o attacchi di panico, non devi aspettare che peggiorino. Il Dr. Antonio Colanicchia riceve a Roma in studio e online. Il primo colloquio orientativo è riservato e senza impegno: serve a capire insieme da dove partire. antoniocolanicchia.it  |  Studio a Roma  |  Sedute anche online

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Antonio Colanicchia Psicologo e Sessuologo

Aiuto a ritrovare l'equilibrio quando ansia, pensieri intrusivi, demoralizzazione o conflitti interni bloccano le scelte, i cambiamenti e le relazioni. Un approccio che integra mente, corpo ed emozioni per riscoprire un sé autentico.

Dott. Antonio Colanicchia - Psicologo | Sessuologo

Aiuto chi vive pensieri che non si fermano, ansia persistente, somatizzazioni, demoralizzazione che deprime, difficoltà nelle scelte, nei cambiamenti e nelle fasi della vita, insicurezza nelle relazioni – spesso segnali di conflitti interni non riconosciuti.

Vissuti apparentemente distanti che riflettono un modo di funzionare che privilegia il controllo o l’evitamento sulla spontaneità, la performance sul sentire, la testa sul corpo. L’obiettivo è ritrovare un senso di sé integro, comprendendo l’origine di questi vissuti e come hanno preso forma nelle relazioni.

Lavoro integrando mente, corpo, emozioni, affettività e, in caso di disfunzioni sessuali, la terapia sessuologica.

Indirizzi e contatti
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Antonio Colanicchia – Psicologo
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