Quando il lavoro occupa troppo spazio, quando le energie sembrano esaurirsi o quando non riesci più a trovare senso in ciò che fai.
Il lavoro può essere una parte importante della nostra vita. Ma può arrivare un momento in cui qualcosa cambia: fai sempre più fatica a staccare, ti senti sotto pressione, hai perso motivazione oppure continui a lavorare senza sentirti più davvero coinvolto.
Come psicologo e psicoterapeuta a Roma, lavoro con persone che stanno vivendo difficoltà legate al lavoro, allo stress e ai cambiamenti della propria vita professionale.
Parliamone insieme
Se pensi che possa esserne utile parlarne, possiamo partire da un primo colloquio per comprendere insieme ciò che stai vivendo e valutare il percorso più adatto.
Quando il lavoro comincia a occupare troppo spazio
Forse continui a fare quello che hai sempre fatto. Ti assumi le tue responsabilità, rispetti le scadenze e, agli occhi degli altri, sembri perfettamente in grado di gestire la situazione.
Ma dentro qualcosa può essere cambiato.
Può diventare difficile smettere di pensare al lavoro anche quando sei a casa. Puoi sentirti continuamente in dovere di fare di più, avere difficoltà a dire di no oppure vivere ogni errore come qualcosa che non puoi permetterti.
A volte non è nemmeno facile capire se sei semplicemente stanco o se stai attraversando qualcosa di più profondo.
Potresti riconoscerti in alcune di queste situazioni:
• fai fatica a staccare mentalmente dal lavoro;
• senti una pressione continua, anche quando non ci sono emergenze;
• hai la sensazione di non fare mai abbastanza;
• ti porti a casa pensieri, tensioni e preoccupazioni professionali;
• fai sempre più fatica a recuperare energie;
• hai perso motivazione o interesse;
• ti senti bloccato in una situazione lavorativa che non ti soddisfa più;
• stai pensando di cambiare lavoro, ma non riesci a capire quale direzione prendere.
Non significa necessariamente che tu debba lasciare il tuo lavoro.
Prima può essere utile capire che cosa sta succedendo.
Stress, burnout, boreout e rustout
Non tutte le difficoltà legate al lavoro sono uguali.
A volte il problema nasce da un eccesso di richieste. Altre volte dalla mancanza di stimoli, dal senso di stagnazione o dalla distanza tra ciò che fai e ciò che senti di essere diventato.
Stress e sovraccarico
Quando le richieste sembrano superiori alle risorse disponibili, può comparire una condizione di pressione continua.
Puoi sentirti sempre in rincorsa, avere difficoltà a recuperare, dormire peggio, essere più irritabile o avere la sensazione che anche le attività più semplici richiedano uno sforzo eccessivo.
In alcuni casi lo stress è legato soprattutto al contesto. In altri viene amplificato dal modo in cui vivi responsabilità, aspettative, prestazione e controllo.
Burnout: quando le risorse sembrano esaurirsi
Il burnout non significa semplicemente essere stanchi.
Può svilupparsi quando una condizione di stress lavorativo prolungato si accompagna a un progressivo esaurimento delle risorse, a maggiore distanza dal lavoro e alla sensazione di non riuscire più a sostenere ciò che prima riuscivi a gestire.
Puoi sentirti svuotato, irritabile, distaccato o sempre meno coinvolto.
Il primo passo non è necessariamente “resistere di più”.
È comprendere che cosa ti sta chiedendo quella situazione e quale costo sta avendo per te.
Boreout: quando manca lo stimolo
Esiste anche la situazione opposta.
Puoi avere un lavoro che non ti sottopone a un’eccessiva quantità di richieste e, allo stesso tempo, sentirti profondamente insoddisfatto.
Il termine boreout viene utilizzato per descrivere situazioni caratterizzate da noia, sotto-stimolazione, ripetitività e scarso coinvolgimento.
Non è semplicemente “avere poco da fare”.
Può esserci la sensazione che le proprie capacità non vengano utilizzate, che ciò che si fa non abbia significato o che le giornate si ripetano senza lasciare nulla.
Rustout: quando ci si sente fermi
Il termine rustout viene utilizzato per descrivere una condizione di stagnazione e progressiva perdita di vitalità legata a una situazione percepita come immobile.
Puoi continuare a svolgere correttamente il tuo lavoro, avere uno stipendio e una posizione stabile e, allo stesso tempo, sentire di non stare più andando da nessuna parte.
La domanda può diventare:
“Sto bene dove sono oppure ho semplicemente smesso di chiedermi dove voglio andare?”
Il problema non è sempre il lavoro
A volte il lavoro è realmente il problema.
Altre volte è il luogo in cui qualcosa che riguarda la persona diventa più evidente.
Il bisogno di dimostrare continuamente il proprio valore, la paura di sbagliare, il perfezionismo, la difficoltà a porre limiti o a deludere gli altri possono rendere molto pesante anche una situazione professionale che, dall’esterno, sembra gestibile.
E può accadere anche il contrario: una situazione lavorativa realmente poco sostenibile può mettere alla prova risorse che prima sembravano sufficienti.
Per questo non cerco una risposta standard alla domanda:
“Devo cambiare lavoro?”
Prima cerchiamo di capire che cosa ti sta accadendo e che cosa vuoi realmente cambiare.
Quando il lavoro entra anche nella tua vita personale
Il disagio professionale raramente rimane confinato all’orario di lavoro.
Quando la pressione diventa costante, possono risentirne il sonno, le relazioni, la vita sociale, il tempo libero e la capacità di sentirsi presenti nelle proprie esperienze.
Può capitare di essere fisicamente a casa ma mentalmente ancora al lavoro.
Oppure di avere finalmente del tempo libero e non riuscire più a utilizzarlo per qualcosa che faccia stare bene.
In alcuni casi anche la relazione di coppia o la sessualità possono risentire della stanchezza, della tensione e della difficoltà a essere realmente presenti.
Quando questo accade, il problema non riguarda più soltanto il lavoro.
Con chi lavoro
Non è necessario appartenere a una particolare categoria professionale.
Lavoro con persone che vivono il lavoro in modi diversi e che possono trovarsi in momenti differenti della propria vita.
Per esempio
professionisti e lavoratori qualificati;
manager e persone con ruoli di responsabilità;
persone sottoposte a forte pressione professionale;
chi non riesce più a staccare dal lavoro;
chi ha perso motivazione o interesse;
chi vive una situazione professionale percepita come stagnante;
chi sta attraversando un cambiamento di ruolo o di carriera;
chi sta valutando se cambiare lavoro e non riesce a fare chiarezza.
Non devi arrivare al primo colloquio sapendo già quale sia il tuo problema.
Puoi partire semplicemente dalla sensazione che qualcosa nel tuo rapporto con il lavoro non funzioni più come prima.
Come lavoro
Il mio approccio è psicodinamico e integrato.
Questo significa che non mi concentro soltanto sul sintomo o sulla situazione lavorativa del momento. Cerco di comprendere insieme a te ciò che sta accadendo, il significato che assume nella tua vita e il modo in cui le tue modalità personali possono contribuire a mantenere o aggravare la difficoltà.
Possiamo lavorare sul rapporto con le aspettative, sulla pressione che eserciti su te stesso, sul perfezionismo, sulla difficoltà a stabilire dei limiti, sulla gestione delle emozioni e sui cambiamenti che stai attraversando.
L’obiettivo non è dirti semplicemente cosa fare.
È aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo, recuperare possibilità di scelta e trovare un modo più sostenibile di stare nella tua vita professionale e personale.
Non partiamo da una soluzione predefinita
Ogni situazione ha una storia diversa.
Per questo il percorso parte da ciò che sta accadendo oggi e da come lo stai vivendo, per capire insieme che cosa sta mantenendo il disagio e quali cambiamenti hanno davvero senso per te.
Cosa puoi aspettarti dal percorso
Il percorso parte dalla situazione concreta che stai vivendo.
Nel primo incontro possiamo mettere a fuoco ciò che ti sta portando a chiedere aiuto, quanto il problema riguarda il lavoro e quanto invece coinvolge altre aree della tua vita.
Non è necessario arrivare con una diagnosi, né avere già deciso che cosa vuoi cambiare.
Insieme possiamo comprendere:
che cosa sta generando o mantenendo la difficoltà;
quali effetti sta avendo sul tuo benessere e sulle tue relazioni;
quali modalità personali possono contribuire alla situazione;
quali possibilità di cambiamento sono realmente praticabili;
se il percorso psicologico è la risposta più adatta alle tue esigenze.
L’obiettivo è costruire uno spazio in cui poter comprendere ciò che sta accadendo senza dover continuare semplicemente a resistere o a funzionare come hai sempre fatto.
Quando può essere utile chiedere aiuto
Non è necessario aspettare che il disagio diventi insostenibile.
Può essere utile fermarsi e chiedere un aiuto professionale quando ti accorgi che il rapporto con il lavoro sta iniziando a condizionare in modo significativo il tuo benessere, le tue relazioni o il modo in cui vivi il tempo fuori dal lavoro.
Per esempio, quando:
senti di non riuscire più a recuperare le energie;
il lavoro continua a occupare i tuoi pensieri anche quando sei a casa;
hai perso motivazione o interesse per ciò che prima ti coinvolgeva;
ti senti continuamente sotto pressione o inadeguato;
sei diventato più irritabile, distante o emotivamente spento;
non riesci a capire se vuoi davvero cambiare lavoro o se vuoi semplicemente stare meglio;
ti trovi davanti a una scelta professionale e non riesci a capire quale direzione prendere;
ti accorgi che il disagio professionale sta iniziando a coinvolgere anche la tua vita personale.
Chiedere aiuto non significa aver fallito o non essere abbastanza forti.
Può significare riconoscere che qualcosa sta chiedendo attenzione prima che diventi ancora più difficile da affrontare.
Psicologo per problemi di lavoro a Roma
Ricevo a Roma, nelle sedi di Pigneto/Malatesta e Prenestina/Centocelle, e anche online.
Il percorso è rivolto a chi sta vivendo stress, difficoltà legate al lavoro, burnout, boreout, sensazione di stagnazione o un momento di cambiamento e non riesce più a gestire la situazione come prima.
Non è necessario sapere già quale sia la soluzione.
Il primo passo può essere semplicemente quello di fermarsi, raccontare ciò che sta accadendo e capire insieme da dove partire.
Parliamone insieme
Se pensi che possa esserne utile parlarne, possiamo partire da un primo colloquio per comprendere insieme ciò che stai vivendo e valutare il percorso più adatto.